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https://attivati.greenpeace.it Il prezzo degli allevamenti intensivi lo paghiamo anche con la nostra salute.
Antibiotici, malattie di origine alimentare, consumi eccessivi, infezioni batteriche: la carne che finisce nel nostro piatto può trasformarsi in un rischio.
Eppure gli allevamenti intensivi continuano ad essere sostenuti anche con fondi pubblici. Un sistema che minaccia la nostra salute e quella del Pianeta non deve più essere finanziato con le nostre tasse: non possiamo più permetterlo!
ESIGERE non CHIEDERE all’Unione Europea e al Governo italiano di tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici.
Negli allevamenti intensivi vengono usate grandi quantità di antibiotici e gli animali sono nutriti con mangimi coltivati usando pesticidi e fertilizzanti chimici. È questa la carne offerta a buon mercato negli scaffali dei supermercati, che finisce nei nostri piatti e che sta facendo ammalare noi e anche il Pianeta. Il prezzo della carne lo paghiamo con la nostra salute.
Resistenza agli antibiotici È la capacità dei batteri di diventare resistenti all’attività di un determinato antibiotico. A causa dell’uso crescente di questi medicinali, i batteri resistenti ai trattamenti antibiotici sono sempre più frequenti. L’Italia è il secondo paese in Europa per utilizzo di antibiotici negli allevamenti, con oltre 1.300 tonnellate all’anno. Gli antibiotici sono somministrati agli animali per prevenire le conseguenze di condizioni igieniche e ambientali inadeguate ed insostenibili, che li sottopongono a forte stress e molta sofferenza.
Acqua e aria contaminata Fertilizzanti, erbicidi, insetticidi e altre sostanze chimiche utilizzate per produrre mangimi inquinano suolo e corsi d’acqua, così come liquami, nitriti e nitrati derivanti dalle pratiche agricole. L’acqua contaminata da nitrati e nitriti, ad esempio, è stata associata a problemi di salute che comprendono tumori alla vescica, tiroide, colon, reni, ovaie, stomaco e il linfoma di Hodgkin.
L'inquinamento atmosferico, dovuto al rilascio di polveri sottili (PM2,5) e alle emissioni di ammoniaca (il 90% delle quali, secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, proviene dall'agricoltura) può a sua volta causare problemi di salute per le persone.
Diabete, obesità e altri rischi Più si abbassano la qualità e gli standard degli allevamenti, meno costa la carne, e più siamo incoraggiati a consumarla ignorandone i rischi per la salute.
Le diete con un alto contenuto di carne rossa e lavorata sono associate a vari problemi di salute come obesità, malattie cardiovascolari, diabete di tipo II e alcuni tipi di cancro. Inoltre, la diffusione di malattie trasmissibili alle persone come l'influenza aviaria e suina o la Salmonella, sono importanti rischi per la salute pubblica legati all’allevamento intensivo di animali.
Nel 2021 l’Europa applicherà la nuova “Politica Agricola Comune” (PAC) ovvero l’insieme di regole per l’assegnazione di sussidi e incentivi agli agricoltori e allevatori europei.
La PAC occupa una voce importante del bilancio europeo: quasi il 40% dei fondi che, fino ad oggi, sono stati assegnati in modo iniquo.
Agli agricoltori e allevatori che vogliono produrre in modo ecologico e sostenibile, spetta solo una minima parte di questi fondi: un sistema che privilegia il profitto di pochi anche a scapito della salute di molti.
A causa del vasto impatto che il settore degli allevamenti intensivi ha sulla salute umana e quella del Pianeta, al Governo italiano e all’Unione Europea chiediamo di:
Mettere fine a sussidi e politiche che sostengono la produzione intensiva di carne e prodotti lattiero-caseari.
Incrementare sussidi e adottare politiche che promuovano la produzione di aliment i da aziende agricole ecologiche e locali.
Adottare politiche che guidino il cambiamento delle abitudini alimentari e dei modelli d i consumo, finalizzati a raggiungere l’obiettivo di ridurre del 50% il consumo di carne e prodot ti lattiero-caseari, entro il 2050.
Cosa mangiamo? La risposta a questa domanda determinerà il futuro dei nostri figli e di molte altre specie che abitano il pianeta Terra. Non lasciamo la produzione del cibo in mano al business di pochi che mettono
a rischio la nostra salute e quella del Pianeta.
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